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...a volte il fato 2
Ero uscita da quella casa frastornata, non riuscivo ancora a rendermi conto di come fosse successo, sopratutto così in fretta. Ero disorientata, felice e preoccupata, per la prima volta mi chiesi come sarebbe andata a finire. La mia figa era ancora eccitata, sentivo i suoi umori che colavano, per fortuna avevo messo, fra lei e i pantaloni della carta, non sarebbe servita a impedire che i miei liquidi bagnassero i pantaloni ma almeno gli avrebbe rallentati.
Pensavo a tutto questo e ad altro... non pensavo a nulla, ero felice, camminavo su una strada di nuvole, mi aveva accarezzato la figa, mi aveva fatto godere portandomi per ben due volte all'orgasmo e non sapevo neanche chi era.
Salii in macchia, avviai il motore, ingranai la marcia, non mi ricordo se ho fatto tutto questo, credo di si perchè mi ritrovai vicino alla cancellata dove il responsabile edile, con degli aiutanti, stavano sgomberando il viale dalle macerie, mi venne incontro obbligandomi a fermarmi, voleva che gli indicassi i punti preciso dove piazzare le colonne che dovevano reggere il cancello, questo voleva dire scendere dalla macchina con il rischio di far vedere eventuali macchie di bagnato in corrispondenza della mia figa. Cercai di indicargli, per quanto potevo, dove dovevano essere piazzate assicurandolo che sarei ritornata l'indomani. Si perchè ero certa che sarei ritornata. Partii per Roma, volevo rientrare quanto prima in casa per lavarmi, per mettermi le mutandine con un salvaslip, il più assorbente possibile.
La mia fighetta aveva preso il sopravento, era eccitata, non voleva rientrare nei ranghi, stava facendo quello che voleva, non che mi dispiacesse ma per tutto c'è un momento e quello era il momento meno indicato.
Arrivai a casa, parcheggiai la macchina nel garage come peggio non si poteva tanto che feci fatica ad uscire. Salii di corsa le scale ignorando o dimenticandomi dell'ascensore, entrai e mi precipitai nel bagno dove, con una rapidità che mai avrei sospettato in me, mi spogliai completamente lasciando cadere a terra, in maniera disordinata, tutti i vestiti. Mi sedetti sul wc per fare la pipì pensando a quanto mi era successo qualche mezz'ora prima. Di istinto portai la mano sulla fighetta, il liquido caldo che usciva me la bagnò tutta, la mia mano si muoveva lentamente avanti e indietro per tutta la lunghezza della figa che eccitata al massimo si era aperta totalmente. Le mie dita passavano fra le piccole labbra accarezzandole, dividendole, entravano dentro alla vagina, accarezzavano la clitoride... la pipì finì mentre stava per arrivare l'orgasmo dolce e violento, dalla mia bocca uscì un urlo che aveva poco di umano, era il piacere represso che finalmente poteva uscire libero.
Quando l'effetto dell'orgasmo finì provai ad alzarmi per andare a sedermi sul bidet, una lavatina veloce prima di sistemarmi per fare una doccia, le mia gambe sembravano fatte di gelatina, alla fine ci riuscii.
Andai in camera, volevo prendere dei vestiti, passando davanti allo specchio non potei fare a meno di guardarmi, mi ero vista migliaia di volte ma quel giorno mi sembrava di essere più bella, più figa, forse lo ero veramente perchè ero felice e quando uno è felice è anche più bello.
Guardai la mia figa tutta ricoperta di pelo nero, la accarezzai, allargai le gambe per vederla meglio... era piccolina ma bella, decisi di non mettermi nulla e di girare per la casa nuda.
Mi preparai da mangiare e poi mi infilai sotto alla doccia, quell'acqua calda che scendeva sul mio corpo aveva l'effetto di una carezza, immaginai che fosse quella di Francesco, fu un grandissimo errore, la mia figa che fino ad allora si era comportata discretamente, sembrava che sonnecchiasse, si risvegliò con prepotenza reclamando la sua dose di carezze. A nulla valse ricordargli che le aveva già avute per ben tre volte, non intese ragioni e, masturbandomi, pensai che stavo, se già non lo ero, diventare la sua schiava.
Mentre mi stavo masturbando arrivò anche la necessità di fare la pipì, non avevo nessuna intenzione, e neanche la volontà, di smettere, la lasciai uscire aumentando la mia eccitazione. Fu un'orgasmo da manuale, le gambe ancora una volta si trasformarono in gelatina solo che questa volta non stavo seduta su wc per cui mi accasciai sul piatto della doccia fino a che le forze mi ritornarono.
Mai mi ero masturbata così tante volte in una mezza giornata, neanche alla età di 13 anni che è stata la più intensa di masturbata della mia vita.
Uscii per fare delle compre, una minigonna, molto mini, delle mutandine, dei reggiseni, delle camicette trasparenti e altre cose indispensabili per noi donne. Comprai tutto quello che potevo trovare a casa se solo avessi aperto le ante dell'armadio... ma tant'è...
Mangiai quello che trovai, non avevo fame per niente, giravo per la casa ed ero completamente nuda, non lo ero mai stata per così molto tempo ma ebbi la sensazione che presto sarei stata sempre così.
Non avevo sonno, ero eccitata, il pensiero di quella giornata, di così come era cominciata e proseguita, non mi lasciava un attimo, provai andare a letto.
Mi sdraiai lasciando che i pensieri, e anche le mani vagassero liberi in me, ero convinto che avrebbero conciliato il sonno. Non fu così, i pensieri si erano fossilizzati all'interno di quella casa dalla recinzione abbattuta e, sopratutto, sul padrone della casa, mi stavo chiedendo come poteva essere da nudo, il suo cazzo come era? Grosso? Piccolo? Curvo? Dritto? Era circonciso o depilato? Era depilato? Come era il glande? Che profumo poteva avere? Sarebbe stato di gradimento della mia figa?
Della mia figa?... si perchè ora a comandare era lei, le mie mani, tutte e due, la stavano accarezzando, era bagnatissima, era aperta e non solo lei, anche le mie gambe si erano aperte da sole tanto che se avessi tentato di aprirle di più si sarebbero staccate dal resto del mio corpo.
La masturbazione fu lunga, la mia figa era un torrente, il mio pelo era tutto intriso di quel nettare, ogni tanto infilavo le dita dentro il più possibile e poi le portavo alla bocca le leccavo con avidità, le piccole labbra scivolavano fra le mie dita dandomi un piacere immenso, la clitoride si era ingrossata, per effetto della eccitazione, tanto che non mi ricordavo di averla sentita mai così, stavo godendo come una maialina, ero al settimo cielo..., mi fermavo o rallentavo ogni qualvolta sentivo arrivare l'orgasmo, una, due, tre volte... poi non ce la feci più, il piacere cominciò a salire, il mio corpo a sussultare, la mia bocca a gemere, a urlare e poi fu il tutto, mi ritrovai in uno stato che se fosse venuto un terremoto non avrei avuto la forza per scappare.
Morfeo ebbe pietà di me, mi tese la braccia, mi accoccolai, mi cullò e presi sonno.
Mi sveglia in preda ad una eccitazione che mi preoccupò un pò, ero indecisa cosa fare, mi dovevo masturbare o dovevo farglielo fare a lui, si perchè era deciso, sarei ritornata in quella casa se non altro per riprendermi le mutandine.
Come un automa presi una valigetta, ci misi dentro tutto quello che poteva occorrere ad una donna, il minimo indispensabile, la doccia, una sistemata ai capelli che per fortuna erano, e lo sono tutt'ora, lunghi e lisci, la macchina e via...Francesco aspettami, stò arrivando.

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