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Visita medica
Marta ed io abbiamo frequentato tutte le scuole nella stessa classe: dall'asilo al Liceo. Ci siamo separati all'università: lei medicina a Modena, io ingegneria a Roma. Da questo momento in poi ci siamo frequentati sempre di meno, a causa del rispettivo lavoro. Lei ha uno studio in paese, io lavoro spesso all'estero, però, aoppena posso torno a casa dai miei. Mamma mi ha raccontato spesso, con un certo rammarico, del matrimonio di Marta con un modenese che è venuto a lavorare nell'azienda del suocero. Un giorno accompagnavo mamma a fare la spesa, quando abbiamo incontrato Marta che ci ha salutato molto affettuosamente. Mamma era entusiasta di quella ragazza e l'avrebbe voluta per nuora. Io, invece, al di là di qualche pomiciatina non avevo mai avuto molti interessi per lei. Un anotte, però, ebbi delle coliche ed il giorno dopo mamma mi spinse ad andare dalla dottoressa. Entrai con una certa riluttanza nello studio ed aspettai il mio turno. Marta, appena mi ha visto, mi ha accolto veramente a braccia aperte: ricordi, risate, ti trovo bene, sei ringiovanito, ecc. Esposi il mio problema e mi fece accomodare sul lettino, dove ha cominciato a palpeggiare il mio addome. "E' solo un po' contratto, basta un'antispasmina e andrà tutto a posto!". "Non ti avrei mai pensato con il camice bianco" - le dissi -. "Neppure io ti avrei mai visto in un cantier". "Infatti non ci vada mai. Io lavoro solo in studio. Elaboro grandi progetti". "Non hai saputo elaborare, però, uno molto piccolo ma assai interessante!" Rispose con aria triste. "Quale?". "Il nostro" e mise la sua bocca sul mio pene che riposava distesamente. A quell'impatto si risvegliò dal lungo letargo e cominciò a premere sul viso di Marta, che non esitò a liberarlo ea prenderlo subito in bocca. "L'aspetto è come lo immaginavo, ma in bocca è molto più buono" e continuò a spompinarmi, non dandomi la possibilità di muovermi. Dopo un po' sono riuscito ad alzarla e a farla mettere sopra di me. Con le mani cominciai a esplorarla tutta e a spogliarla. "Sbrigati, mettimelo dentro. Lo desidero". Trovai la sua figa già tutta bagnata, con una leccatina catturai tutti i suoi sapori. "Perché non mel'hai mai data prima?". "Perché non me l'hai mai chiesta! Ti ricordi quella volta a mare quando facemmo il bagno nudi? Ebbene t'interessava solo il seno di Giulia e non la mia figa". "Giulia la dava a tutti. A proposito, tuo marito che fa?". "Lasciamo stare, non mi rovinare questa scopata. Adesso fottimi con tutto il tuo ingegno". La leccai tutta e glielo misi anche nel buchetto del culo, lubrificato con un prodotto che l'avava veramente spalancato. L'Ho sentita venire com non mai avevo sentito altra donna e popi le esplosi tutta la mia potenza in bocca. Gradì molto il mio succo e non fu l'ultima volta. Ora c'incontriamo molto più spesso e le nostre scopate sono da favola. Marta è incinta e forse il padre sono io.

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