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zia Valentina
Stavo quasi per andarmene quando udii girare rumorosamente le chiavi nella
serratura.
Era lì innanzi a me, Valentina, mia zia, una simpatica e giovanile quarantenne di bell'aspetto che aveva avuto modo di manifestare in recenti occasioni la crisi col marito Osvaldo.
Fisico tonico, alta di statura, capelli neri a caschetto, occhi castani , sedere asciutto, una seconda di seno: cosi mi si presentava Vale.
Mi aprì la porta e si rivelò di un'eleganza che mai avevo visto..
Indossava dei pantaloncini da ciclista neri aderentissimi e una canotta bianca che esaltava il suo piccolo ma adorabile seno , che si intravedeva libero da qualsiasi costrizione.
Entrai senza staccare gli occhi da quell'ammirabile corpicino.
Le chiesi premurosamente se l'avessi disturbata e lei ovviamente mi rispose
di no,accenando un sorriso.
Mi fece accomodare sul divano in salotto con un aria alquanto imbarazzata,
forse stupita dalla mia insolita visita.
Non erano state molte le volte che le avevo fatto visita , forse frenato dalla possibile presenza del marito..avevo paura che scoprisse le mie attenzioni morbose per quella bella signora..
Le dissi che ero stato a pranzo da un mio amico che si trovava in un
quartiere limitrofo e che avevo colto l'occasione , data la vicinanza , per una visita.
Si sedette nella poltrona alla mia destra e mi bombardò di domande
sul mio andamento lavorativo.
Conversammo amabilmente per diversi minuti , nei quali Vale mi accennò anche a delle sue curiosità sulla mia vita sentimentale.
Io , trentenne , scapolo per scelta e allergico a legami stabili , non soffrivo certo per la mancanza di una fidanzata , anzi la compensavo con qualche "amica" disponibile..
Notavo il suo imbarazzo dalle gote arrossate dolcemente, cosa che la rendeva
molto carina.
Ho sempre avuto una grande attrazione sessuale nei confronti di mia zia e ne
sono quasi sicuro che anch'ella abbia notato il mio interesse durante le mie sporadiche visite.
Le chiesi garbatamente come procedeva la vita con Osvaldo, e lei immediatamente disse qualche parola incomprensibile a bassa voce chiaramente
alludendo a una situazione alquanto difficile.
Il tempo scorreva velocemente mentre ci prolungavamo in vari discorsi.
Il dialogo venne interrotto da uno strano rumore proveniente dalla cucina,
simile a un timer di un fornetto o di un microonde.
Valentina si scusò ,si alzò di colpo e , accenando una breve corsa , scomparve dal salotto.
Ero assorto in strani pensieri quando sentii diverse imprecazioni provenienti dalla cucina.
Incuriosito la seguii e mi accorsi che nel tentativo di spostare
una pentola d'acqua si era versata addosso tutto il contenuto.
Ebbi un tumulto nel vedere la canotta bagnata che lasciava ben poco
all'immaginazione.
Restai con gli occhi incollati sul suo seno in modo così spregiudicato che
in poco tempo la ritrovai completamente arrossata.
Se non l'aveva già capito prima, ora era certo che aveva compreso il mio
messaggio.
La desideravo sessualmente, nonostante le barriere d'età e di parentela.
Non potevo certo fermare il mio irrefrenabile desiderio solo perchè 10 anni
ci separano l'uno dall'altro.
Le dissi che forse era il caso di toglierla , per non rischiare di prendere un raffreddore , e lei , con la più grande naturalezza di questo mondo , lo fece , restando davanti a me con quelle due tettine da urlo che tanto me lo avevano fatto venire duro.
Restai attonito a quel gesto , pensando che probabilmente aveva captato il mio messaggio.
Si scusò con una palese ipocrisia per la sua mancanza di biancheria intima, e senza cercare di rimediare a quel seno scoperto , si diede da fare per asciugare il pavimento.
Avevo capito che quello era il momento giusto per concretizzare i miei
sogni, che altrimenti sarebbero rimasti irrealizzati per l'eternità.
Il fato era già stato troppo gentile a concedermi quella situazione e io
dovevo approfittarne.
Adesso era in ginocchio sul pavimento che asciugava e offriva alla mia vista il suo culetto , con le natiche perfettamente modellate e separate dai pantaloncini , che per effetto della posizione , si erano infilati ancor di più nel solco.
Sdraiatomi , infilai la testa fra le sue gambe e vidi da vicino la sua fighetta , con le grandi labbra perfettamente in evidenza.
Le feci notare che , a mio parere , anche lì forse non aveva biancheria intima.
Allungai le mani appoggiandole sui dolci fianchi, vere e proprie maniglie
dell'amore, lei rispose abbassando il bacino cosi velocemente che quasi mi
soffocò con il suo sesso.
Sentivo sul mio viso il calore umido di quella figa chissà per quanto tempo trascurata , e ora desiderosa di attenzioni.
Ma non era nelle sue intenzioni respingermi, si capiva chiaramente che il
gioco cominciava a piacerle forse incoraggiata dalla crisi col marito che si
stava prolungando verso il divorzio.
Si alzò da quella posizione e si girò , sfregando il suo bacino sul mio; lì si accorse della mia imponente erezione trattenuta a stento dai pantaloni , gonfi in maniera imbarazzante.
A questo punto la tirai a me , e le diedi un lungo e profondo bacio in bocca;le nostre lingue e e le nostre salive si unirono in uno scambio incestuoso , ma per questo , ancora più eccitante.
Dopo qualche interminabile istante , Vale si alzò in piedi e mi disse di scusarla , che era stata una stupida e che , anche se aveva sempre avuto voglia di scoparmi , in cuor suo non lo sentiva giusto.
Le ricordai allora di quella volta che suo marito la umiliò davanti a tutti ad una riunione di famiglia , e che quell'uomo non meritava di avere al suo fianco una donna così sexy che non sapeva neanche apprezzare.
Rincuorata da quelle parole , mi prese per mano e , dandomi ragione , mi portò in camera da letto , dove si sarebbe presa una rivincita su quel mostro.
Prima di buttarmi sul letto mi sussurrò in un orecchio che oggi mi avrebbe concesso tutto , anche quello che era rimasto solo una sua fantasia.
Eccitato ancora di più da quelle parole , ci spogliammo in un attimo e ci stendemmo sul letto.
Vale si mise subito in posizione 69 , mi succhiava il cazzo con una maestria insospettabile mentre io le lappavo le parti intime a lingua spianata ; mugolava di piacere , la troietta..
Sentii quasi subito che stavo per venire , l'eccitazione repressa era troppa.. la avvisai di ciò , ma lei imperturbabile mi disse di schizzarle in gola.
Così feci , e lei raccolse tutta la mia sborra in bocca , si girò , mi fece vedere che le riempiva tutta la bocca , e di fronte a me se la ingoiò in un colpo solo.
Eravamo entrambi soddisfatti di quella porcata.
Ma era solo l'antipasto , in quanto il mio cazzo non ne voleva sapere di ammosciarsi.
Vale se ne accorse e se lo piantò in un colpo solo nella figa , bagnatissima.
Iniziò una cavalcata indiavolata , sembrava che ne avesse voglia da anni.
Era splendido vedere le tettine rimbalzarle sul petto in un su e giu osceno ,e lei infarcì la scopata con una sequela di oscenità che ci eccitarono ancora di più.
Riuscimmo a venire insieme , e lei al culmine incomiciò addirittura a bestemmiare per il piacere; che bello vedere e sentire quella donna tutta casa e chiesa che stava facendo tutti i peggiori peccati!
Ci riposammo qualche minuto abbracciati fino a che lei mi espresse il desiderio di prenderlo in culo , dove era ancora vergine.
Inorgoglito da tanta generosità , il cazzo si risvegliò immediatamente.
Lei estrasse dal comodino un flacone di olio per massaggi , se lo passò sul buco del culo e poi sulla punta del mio cazzo.
Si mise alla pecorina e iniziò a farsi penetrare.
I gemiti di dolore si trasformarono ben presto in urla di piacere , e io arrivai a infilarle i venti centimetri del mio cazzo nel suo culo vergine con una naturalezza disarmante: più la pompavo più lei godeva , e si passava un dito veloce sul clitoride gonfio.
Mi pregò , in un attimo di lucidità , di venirle nel culo.
Io non me lo feci ripetere due volte , sperando solo di avere ancora sperma per farla felice ; pochi colpi ancora e il mio orgasmo arrivò incontenibile.
Le feci il pieno di sperma e Vale sembrò essere la donna più felice del mondo : mai aveva fatto così tante porcate e con così tanta soddisfazione.
Esausti , ci sdraiammo sul letto ; lei mi dava la schiena e così potei vederle la sborra uscirle pian piano dal culetto arrossato e inzupparle le lenzuola.
Come avrei voluto farle una foto in quel momento...
Andammo poi in bagno , dove una doccia calda ci avrebbe riportato ad una parvenza di normalità.
A questo punto decisi io di esaudire una mia fantasia : dissi a mia zia che era stato bellissimo fare l'amore con lei e che bisognava festeggiare , brindando.
Lei rimase un po'perplessa , ma le spiegai che il modo più giusto per onorare quel pomeriggio di sesso era di farsi pisciare in bocca.
Dopo un attimo di esitazione , Vale accettò con entusiasmo.
Si mise accovacciata nella doccia , prese il mio cazzo moscio e se lo portò alla bocca ; io mi lasciai andare e la inondai con la mia piscia calda.
Iniziò col prenderne un po' in bocca e poi sputarla , ma col passare del tempo si abituò al sapore e iniziò a mandare giù.
Quella che le colava sul corpo se la spalmava con la mano , specie sulle tette.
Finito il mio getto , decise che anche io dovevo fare altrettanto : non aspettavo altro!
Si apri ben bene la sua fighetta depilata , me la mise contro la mia faccia e iniziò a riempirmi lo stomaco col suo thè caldo.
Alla fine di tutto , ricominciammo a scopare sotto la doccia e venimmo ancora tutti e due.
Purtroppo , a quel pomeriggio di sesso non ne seguirono altri.
Valentina , anzi , si trasferì in un altra città , separandosi ovviamente dal marito.
Ma l'altro giorno mi è arrivata una lettera da lei ; conteneva solo la foto di una figa che pisciava e un indirizzo : che la mia zia troietta abbia ancora voglia di qualche gioco particolare?

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